Andrea Saccà Web Developer

Diventare Web Designer con le palle: Intervista a Andrea Saccà

Pensi sia difficile diventare Web Designer di questi tempi? Forse hai ragione. Ma se hai talento, determinazione e la flessibilità giusta per specializzarti in una determinata nicchia di mercato… la via del successo si stenderà inevitabilmente di fronte a te. Nel caso di Andrea Saccà questa nicchia si chiama Magento.

Ciao Andrea
Il miglior modo per predire il futuro è quello di crearlo. (cit.)
Iniziamo con una domanda: chi sei?

Sono Andrea Saccà, classe ’87 (30 anni quest’anno!).

Dopo il diploma in ragioneria ho frequentato un corso parauniversitario in Grafica Pubblicitaria.

Nel mio (poco) tempo libero ho iniziato a giocare con il codice HTML, che unito all’accademia mi ha portato sulla strada del Web Design. Ho iniziato a lavorare nel frattempo in una tipografia, dove facevo un po’ di locandine, loghi per alcuni clienti e, tramite il passaparola, a creare siti statici.

Poi ho lavorato in alcune Web Agency a Roma e nella mia ultima esperienza ho avuto modo di interfacciarmi con Magento, una piattaforma per realizzare siti E-Commerce. Il mio (ex) datore di lavoro mi definiva “poliedrico” in quanto riuscivo a cavarmela sia con UI, UX (grazie al background di grafico), sia con lo sviluppo front-end.

In particolar modo la curiosità e la voglia di mettermi sempre in gioco e di affrontare sfide sempre diverse mi ha portato ad aumentare le mie conoscenze in molti settori.

Da qui ho iniziato a specializzarmi in Magento e, dopo aver acquisito un bel po’ di autonomia, ho lasciato il lavoro sicuro da dipendente e mi sono aperto la Partita Iva come freelance.

La mia specializzazione si è poi trasformata in un vero e proprio blog: MagenTiamo, che è diventato un punto di riferimento per Magento in Italia, fonte attuale di nuovi clienti ed entrate automatiche.

Al momento non sono un vero e proprio freelance in quanto ho aperto già da anni una mia società, ma il mio spirito free mi ha portato a creare una struttura dove possa essere “libero” e lavorare ovunque.

Mi piace il termine Location Independent perché è l’obbiettivo che ho raggiunto: lavorare ovunque senza aver bisogno di un posto fisso.

Quindi trovi i tuoi attuali clienti attraverso la cura e la gestione di un blog. La mia “ricetta per diventare freelance” si fonda proprio sulla realizzazione di un blog e di un serratissimo piano editoriale. Quanto tempo dedichi al blog e in generale alla promozione di te stesso e della tua attività?

Ricevo molti contatti e richieste di supporto e nuovi progetti tramite il blog.

Il blog?
Il trampolino di lancio per il web.

Prima della nascita di MagenTiamo mi affidavo soprattutto al passaparola… ma anche alle visite che ricevevo tramite il mio sito personale andreasacca.it dove parlavo di come risolvere determinati problemi legati al CMS. Da qui ho capito che la mia nicchia era Magento e che questa nicchia ancora doveva esplodere in Italia.
E così infatti è stato negli anni successivi.

Nel 2014 avevo già aperto la società 1604lab e di conseguenza anche un blog parallelo informativo, su web design, aggiornamento progetti… e anche Magento. Quindi ad un certo punto mi sono fermato e con il mio team ci siamo detti: “abbiamo tanti articoli su andreasacca.it e tanti articoli sul blog aziendale… tutti articoli su Magento… perché non farne uno unico dove raccogliere tutte le informazioni?”

Detto fatto. Dall’idea alla pratica è nato in pochissimo tempo MagenTiamo che ormai ha 2 anni e mezzo ed è la nostra fonte principale di visibilità.

Riceviamo numerose richieste, sia di supporto, sia di nuovi progetti e consulenze varie.

Credo che il blog sia un trampolino di lancio per chi vuole iniziare a lavorare da freelance.

Lo dicono in molti ormai:

 Trova la tua nicchia. 
 Apri un blog.
 Produci contenuti di qualità.

Il mio blog personale invece al momento è un po’ fermo, in quanto tempo e risorse li ho investiti soprattutto sul blog di nicchia (MagenTiamo) dove scriviamo più o meno 2/3 articoli a settimana.

All’inizio ne scrivevamo anche più di uno al giorno!

Hai anche altri canali attraverso i quali ti arrivano clienti? C’è una differenza nella qualità delle richieste che arrivano dai diversi canali?

Sì: tramite il sito principale della Web Agency (1604lab.com) riceviamo molte richieste di preventivo per siti e-commerce mentre tramite il blog MagenTiamo riceviamo soprattutto richieste di supporto per problemi più o meno semplici.

E’ un discorso di percezione e posizionamento, ma anche e soprattutto di target.

Infatti chi ci trova sul sito aziendale è perché cerca un tipo di servizio, mentre chi atterra su un blog di informazioni, guide e tutorial, vuole supporto immediato a determinati problemi.

Quindi chi non trova la risposta al suo problema – e fidatevi, su Magento ce ne sono ogni giorno! – ci scrive in cerca di supporto immediato… che purtroppo spesso non riusciamo a fornire. Ci sono comunque molti gruppi Facebook dove reindirizziamo i nostri follower e dove si possono fare domande e trovare una soluzione ai propri problemi con la piattaforma.

Anche se le richieste dal sito sono più qualificate mentre le richieste dal blog sono più generiche (richieste di aiuto) suppongo che il blog rimanga la strategia principale per aumentare la visibilità. E’ così?

Si, sto puntando molto sul blog perché è li che ho deciso di concentrare tutte le energie per poter creare e vendere infoprodotti.

L’idea è quella di creare video corsi, webinar, ebook e automatizzare un po’ il flusso di cassa per poter essere più autonomo e indipendente.

Oltre a questi infoprodotti inoltre, stiamo lanciando dei servizi specifici che promuoveremo sempre tramite il blog.

Quindi sì, il blog è la base della nostra strategia per aumentare la visibilità.

Mentre i primi clienti? Quelli che sono stati determinanti per il lancio? Passaparola? Networking?

Un aforisma di Seneca recita:

“La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione”

Sicuramente passaparola e networking sono stati fondamentali per la mia crescita professionale. Dopo l’accademia di grafica pubblicitaria ho iniziato a lavorare prima in una, poi in un’altra web agency a Roma, e nel tempo libero, ho iniziato a fare anche altro: loghi, locandine e piccoli siti web per aziende che mi hanno permesso di costruirmi un portfolio.

Da qui il primo sito, con i primi lavori, il posizionamento online e a seguire la specializzazione in Magento.

Ma una cosa è sicura, non mi sono mai fermato un attimo, non ho mai avuto momenti in cui non avessi lavoro, e anche se magari un periodo era più “scarico” dell’altro, approfittavo sempre (e approfitto tutt’ora) per studiare, aggiornarmi e formarmi.

Il web ci mette a disposizione una quantità di informazioni che non possiamo ignorare e che ci permettono di crescere e costruirci la carriera e la vita che vogliamo.

Dopo la mia esperienza alla Workation di El Hierro (dove ho avuto il piacere di conoscere Jonathan e molti altri nomadi digitali) ho potuto conoscere e stimare moltissimo persone che si sono fatte il mazzo e si sono formate da sole per potersi permettere una vita in giro per il mondo continuando a lavorare online.

Ci sono state delle scelte che hai dovuto fare? Delle rinunce? Dei sacrifici?

Sì, molte.

Iniziamo dalla scelta di non lavorare più da solo come freelance ma di affidarmi a dei collaboratori esterni per portare avanti la mole di lavoro che man mano nel tempo è cresciuta.

Iniziare a delegare, affidarsi e fidarsi di altre mani per portare avanti progetti e gestire più clienti è stato uno dei passi più difficili.

Lavorare sempre per conto proprio senza doversi interfacciare con collaboratori o dipendenti ti lascia libero ma da una parte vincolato a te stesso e alle tue idee.

Però quando inizi a capire il valore delle persone – e di come si può espandere un business unendo gruppi di lavoro e skill diverse – puoi permetterti anche di presentarti diversamente e prendere anche clienti più grandi.

Dopo il passo delle prime collaborazioni, sono passato da Partita IVA come freelance a ditta individuale per poi aprire una Srl in Italia.

È stato anche questo un passo importante, forse un po’ troppo azzardato per chi non ha mai avuto esperienza come me di gestione aziendale, ma visto che il lavoro aumentava e che i miei collaboratori lavoravano solo ed esclusivamente per me, ho pensato che fosse il momento di impiegarli e avviare una vera e propria azienda.
Anche e soprattutto per garantire ai ragazzi di avere una stabilità che nel mondo del lavoro è sempre incerta.

Da qui, l’esigenza di aprire un ufficio, quello che era il mio sogno iniziale, avviare una web agency con più sedi e lavorare con un team di più persone.

E qui mi ricollego alla tua domanda…

Sacrifici? Non avevo mai immaginato quanto fosse impegnativo portare avanti un’azienda, con dei dipendenti e tutti i costi fissi derivanti dal dover avere un’impresa in Italia. Lo voglio specificare perché sono stati due anni molto duri, difficili, pieni di sacrifici, che però mi hanno permesso di capire che non è necessario avere un ufficio, dei dipendenti per portare avanti clienti, progetti e un’agenzia, nei tempi “moderni”.

Per questo poi, per una serie di motivi, ho deciso di trasferirmi all’estero e trasformare la 1604lab in un remote work team.

Mi pare di capire che hai trovato il tuo mercato nel panorama italiano… Sei uno dei pochi tra le persone che ho intervistato a cui l’inglese non è servito?

Tutto il contrario: mi sono specializzato in Magento, una piattaforma americana la cui documentazione è sempre stata in inglese.

Quindi ho dovuto studiarmi tutto in inglese e devo dire che mi è servito molto.

Soprattutto quando sono stato contattato da una casa editrice inglese per la scrittura di un libro tecnico (in inglese!) che a sua volta mi ha permesso di aprirmi a nuovi mercati.

Diciamo che l’inglese è quasi il mio pane quotidiano.

Spesso non si trovano soluzioni facili ai problemi di sviluppo in italiano.

E soprattutto a fiere, eventi di settore, etc… se non parli inglese non vai da nessuna parte! 🙂

C’è stato per te un passaggio psicologico per arrivare alla decisione di dare le dimissioni?

Non so se rispondere sì o no.

Però quello che mi è venuto in mente appena ho letto la domanda è stata la sensazione di tristezza e frustrazione che avevo nel dovermi alzare tutte le mattine per andare nello stesso posto di lavoro ed essere vincolato a prendermi le ferie e chiedere permesso a qualcuno per fare qualsiasi cosa.

Quindi la risposta è sì.

Il tuo più grande errore (con un cliente)?

Una volta ho cancellato per sbaglio un’intero sito in html senza avere il backup. Fortuna che era solo un sito. Ho letto di un tizio che ha cancellato un’intero server con centinaia di siti sopra! 😀

Nota dell’intervistatore.
Grande Andrea! Questa è una domanda a cui spesso non si risponde volentieri: ci si gira attorno e si danno risposte elusive. Andrea invece ha ammesso un errore “grave” (è inevitabile che capitino) e questo lo trovo un gran segno di maturità, sicurezza e professionalità.

Il tuo più grande successo (con un cliente)?

Quello di aver firmato contratti per grossi progetti con grandi aziende (S.p.A.) dopo aver spiegato la mia vision del lavoro a distanza e senza avere una sede fisica in Italia.

Ho capito che anche le grandi aziende si stanno aprendo a questo nuovo modo di lavorare.

La scelta più azzeccata che hai fatto nella tua vita (professionale)?

Forse quella di essermi trasferito all’estero e quella di aver dedicato anni di lavoro ad una sola cosa in particolare – ad una sola nicchia – che mi ha permesso poi di distinguermi dalla massa e di essere riconosciuto come esperto di un settore in particolare.

Credo di averne parlato a più riprese, ma comunque lo ribadisco anche qui: è di fondamentale importanza trovare una nicchia e specializzarsi in quella.

Anche se è importante, dal mio punto di vista, imparare anche altre cose, essere sempre curiosi ed avere una visione globale anche di tutto quello che ruota intorno ad essa.

Che percorso consiglieresti ad un aspirante Web Designer?

Provate, studiate, chiedete consigli, leggete qualche libro, ma soprattutto buttatevi a programmare, non solo uno ma più linguaggi.

Se una cosa non funziona, provate e riprovate.

Se volete buttare giù un layout, fatelo. Sarà orrendo ma vi aiuterà a capire come muoverei i passi su photoshop!

Provate, rischiate, rischiate sempre.

Non mi considero più un web designer: ero un grafico pubblicitario ma poi col tempo ho imparato a programmare in PHP, Javascript, effettuare sincronizzazioni di gestionali e cose assurde che mai avrei immaginato di poter fare!

Sono sempre stato spinto da voler provare a fare cose che non ho mai fatto, e poi appena finita una, giù dritto con un’altra!

Non fermatevi mai, siate curiosi e non adeguatevi al resto delle persone. Se necessario chiudetevi in casa a portare avanti i vostri progetti, fate le nottate davanti al computer, fatevi il culo, perché solo così riuscirete ad essere soddisfatti.
O forse no. Ma è dall’insoddisfazione che nasce la voglia di fare sempre meglio.

Sembra scontato, ma Steve Jobs aveva ragione: Stay Hungry, Stay Foolish!

Cosa consiglieresti a chi ti chiede un libro, un corso… un primo passo per imparare a fare quello che fai tu?

Per “quello che fai tu” intendi Magento?

Sicuramente il mio libro! 😀

Diciamo che, anche se di un paio di anni fa, ti introduce bene al mondo dello sviluppo front-end su Magento 1.
Anche se ora c’è Magento 2… e per documentarvi su tutto quello che riguarda la nuova versione potete andare qui: http://www.magentiamo.it/magento2.

Ma sicuramente, se siete completamente digiuni di questa piattaforma, andate su Magentiamo.

Come vedi il futuro del tuo settore? Ci sono prospettive?

Sì.

Tutto il settore E-commerce è in forte crescita, soprattutto in Italia dove siamo sempre qualche gradino indietro rispetto agli altri paesi.

È un settore in costante crescita e di lavoro ce n’è.

Parecchio.

Per tutti.

Bene Andrea!
Grazie per questa bella e illuminante chiacchierata!
Un ultimo messaggio all’umanità? 🙂

Grande Jonathan! Un messaggio all’umanità? Vediamo…

Se sei arrivato a leggere fino a qui, sappi che non è un percorso facile iniziare da freelance e intraprendere una “carriera” da imprenditore: ci sarà sempre molta strada in salita da fare.

Ma le cose belle e gli obiettivi più grandi sono sempre i più difficili da raggiungere.

Ma fidati, quando poi arrivi in vetta, ci sarà un panorama mozzafiato:

Andrea Saccà Gran Sasso

Andrea Saccà in vetta al Gran Sasso, scalato nel 2016 senza protezioni.

Concludo con un messaggio che mi dà la carica e la forza per andare avanti ogni volta che lo leggo:

“Quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta.”

Tiziano Terzani

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