guida ad upwork

Guida Galattica ad Upwork. Ma anche a tutti gli altri Marketplace per Freelance!

Questo è un intervento di Valerio Celletti, originariamente scritto in inglese per The Shortlisted.

Il titolo originale “The Hitchhiker’s Guide to the Upwork Galaxy” si rifà alla nota serie radiofonica “The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy” – poi riadattata come serie televisiva, film, videogioco e romanzo – che in italiano viene tradotta con “Guida galattica per gli autostoppisti“.

Date queste considerazioni la nostra guida potrebbe quindi chiamarsi così in italiano:

Guida galattica per autostoppisti di Upwork

Quindi… alla fine hai capito che il tuo posto di lavoro fisso ti facevo schifo e hai deciso di licenziarti e iniziare a lavorare per conto tuo come freelance.

Congratulazioni! Basta orari fissi dalle 9 alle 5 (o 6, o 7…), basta feste di Natale con cibo spazzatura, basta colleghi tristi e noiosi e soprattutto basta capi che controllano qualsiasi cosa tu faccia ogni santo giorno della settimana (lavorativa).

Tuttavia, una volta che avrai preso consapevolezza del fatto che non lavorerai più per lo stipendio mensile ma sarai invece il vero e l’unico padrone del tuo destino… riesco a vedere chiaramente che ti stai chiedendo: come troverò i miei primi clienti?

La buona notizia è che c’è una grande scelta di modalità attraverso cui attrarre potenziali clienti:

  • un bel sito web,
  • il passaparola dei tuoi amici,
  • una bella campagna AdWords,

Queste sono solo alcune delle opzioni che hai a disposizione.

I marketplace per freelance sono un’altra.

I marketplace come Freelancer, PeoplePerHour, Twago e Upwork sono assolutamente da considerare, ma sappi che da quelle parti la concorrenza è feroce.

In più molti di questi siti per freelance sono un po’ ostici da capire se uno li affronta per la prima volta. Esattamente come in un colloquio di lavoro dove tutti i candidati sono presenti, è probabile che all’inizio sarai terrorizzato, ma alla fine, se capisci che gli altri candidati hanno dei punti deboli, guadagnerai sempre più sicurezza.

Avendo ampiamente testato Upwork nei miei esordi da freelance, i suggerimenti che ti darò qui sono indirizzati in particolar modo a questo specifico marketplace; tuttavia, molti tra questi suggerimenti saranno validi per qualsiasi piattaforma per freelance esistente sul mercato. Nei fatti, pur con interfacce e logiche diverse, le piattaforme funzionano più o meno secondo gli stessi criteri.

Questi marketplace offrono in effetti un sacco di opportunità, visto che nuovi annunci di lavoro vengono postati in continuazione. L’altra faccia della medaglia è che ci saranno molte aziende a caccia di lavoratori a basso costo.

Soprattutto se ti offri nel mercato internazionale, potresti ritrovarti a competere contro professionisti indiani, pakistani o comunque provenienti da paesi in via di sviluppo, pronti a offrire i loro servizi a tariffe dieci volte inferiori la tua.

Non allarmarti: molto spesso la qualità di chi chiede poco è anche molto bassa, per non dire pessima, e le statistiche mostrano che la gran parte dei lavori non vengono assegnati al “minor” offerente, a chi offre di meno.

Le statistiche mostrano che la gran parte dei lavori NON vengono assegnati al “minor” offerente, a chi offre di meno.

Questo significa che:

  1. C’è ancora posto per tutti;
  2. Offrire ai tuoi clienti un flusso costante di lavoro di alta qualità… paga!

Il mio consiglio è quindi quello di competere per quel 10% dei migliori annunci di lavoro… e semplicemente dimenticarsi del restante 90%.

Primo passo su Upwork: realizzare un profilo attraente.

Una volta che hai completato la registrazione con email, nome e cognome… sei dei nostri!

Personalmente ho iniziato a studiare i profili dei “Top Rated”  – i freelance che avevano ottenuto un significativo numero di lavori con un buon feedback – per capire come avevano impostato il loro profilo.

La prima cosa che devi fare è posizionarti come un esperto in uno o due al massimo campi specifici.

Una volta fatto questo puoi cercare i migliori lavori disponibili in questi campi.

Lo storico dei tuoi lavori è pubblico. E se da una parte nascondere i pagamenti avvenuti è una possibilità che ti è permessa, dall’altra non te lo consiglio: potrebbe essere vista in maniera sospetta dai potenziali clienti, soprattutto all’inizio.

Quindi, siccome all’inizio non avrai nessun feedback pubblico, devi trovare almeno un paio di lavori per “entrare nel giro”.

Il tuo profilo personale dovrebbe includere:

  • Parole chiave significative – quel tipo di parole chiave che un potenziale cliente potrebbe cercare all’interno della piattaforma.
  • Le tue competenze principali.
  • Il riassunto delle tue esperienze più rilevanti nei campi in cui ti vuoi posizionare.
  • Ed infine un tratto personale ed unico, per convincere i clienti a scegliere te tra i tanti con esperienze magari simili.

Ecco perché io ho scelto di caricare un video di un minuto nel mio profilo. Mai fatta una cosa del genere, ma volevo mostrare la mia esperienza e motivazione nella maniera giusta. Inoltre ritengo che “mostrare la faccia” aiuti sempre a costruire un rapporto di fiducia con i propri clienti.

Non spenderei certo un sacco di soldi per produrre un video degno di Hollywood, ma un “video CV” corto, sintetico, ripreso con una videocamera decorosa (anche quella del tuo smartphone) è qualcosa che è alla portata di tutti e che farà senz’altro la sua porca figura.

Anche il tuo portfolio è fondamentale. Se puoi inserire dati, prove, grafici, qualsiasi cosa che testimoni le tue competenze nel settore, tutto quello che dice che sei bravo a fare il tuo lavoro… questo farà senz’altro la differenza. Se non hai nessun lavoro “ufficiale” da mostrare potresti sempre usare qualcosa che hai fatto per amici o conoscenti, o per una no profit,  o a livello personale.

Una cosa che mi stupisce sempre nelle piattaforme per freelance è che a nessuno interessa se ti sei laureato presso una università famosa o hai semplicemente frequentato un corso su Udemy. Chi ti vuole ingaggiare sta semplicemente cercando una persona che sia in grado di fare un lavoro fatto bene, in maniera puntuale e a un prezzo ragionevole…

Nelle piattaforme per freelance a nessuno interessa se ti sei laureato presso una università famosa o hai semplicemente frequentato un corso su Udemy. Chi ti vuole ingaggiare sta semplicemente cercando una persona che sia in grado di fare un lavoro fatto bene, in maniera puntuale e a un prezzo ragionevole…

È gente che non ha tempo da perdere.

Una volta che hai capito questo, ti sarà facile mettere in pratica alcuni trucchi per farti notare in mezzo alla massa.

Curioso?

4 consigli da mettere in pratica per il tuo primo ingaggio

Welcome to the Jungle
Benvenuto nella giungla
Guns N’ Roses

Adesso che il tuo profilo su Upwork è pronto puoi iniziare a cercare lavori.

Troverai sempre una miriade di offerte che spaziano da interventi di 5 minuti a veri e propri contratti a lungo termine.

Ma siccome ti sei appena iscritto e non hai neanche un feedback, sarà molto difficile che tu possa competere per le opportunità più interessanti.

Personalmente ho iniziato a offrire i miei servizi ad una tariffa relativamente bassa in termini di valore di mercato. Ma in questo modo sono riuscito ad aggiudicarmi subito un lavoro e a ottenere le mie prime 5 stelle di feedback.

Naturalmente nessuno ti dice di finire incastrato in un contratto a vita per dei riconoscimenti da fame, ma portare a termine dei (brevi) lavoretti, anche sottopagati, non ti farà male. Ma soprattutto sarà la strategia che ti permetterà di aprire altre – ben più grandi e interessanti – porte.

Questi quindi i miei 4 consigli:

1) Sii rilevante

Fai richiesta di lavori per i quali ti qualifichi realmente come un esperto. L’offerta dei marketplace è enorme, potresti essere tentato di fare richiesta per numerose tipologie di lavoro. Non farlo! Chi vuole ingaggiare un professionista in queste piattaforme è alla ricerca di persone competenti. Solo quando hai costruito la tua credibilità in uno o due settori allora puoi permetterti di spaziare tra opportunità simili.

2) Sii audace

La giungla non è un posto per timidoni. È un po’ come ad uno speed date: hai solo 30 secondi per fare una buona prima impressione. I tuoi dati, i tuoi case study e il tuo portfolio ti aiuteranno a farti notare.

3) Non competere sul prezzo

Concentrati sulla qualità. Fai vedere che sei disposto ad andare un po’ più lontano, che sei in grado di offrire un qualcosa in più degli altri… e sarai apprezzato.

4) Impara dagli errori (degli altri)

Prima di fare richiesta per un lavoro, dovresti sempre leggere l’offerta con attenzione e rispondere fornendo chiare e sintetiche informazioni sul come puoi risolvere quel problema specifico.
Mi sono ritrovato anch’io dall’altra parte della barricata quando dovevo cercare un SEO copywriter per un mio cliente (al di fuori di Upwork). Beh… in quella occasione ho ricevuto un’esagerazione di proposte irrilevanti che non erano altro che un copia e incolla di massa. Quindi: assicurati di imparare sempre dagli errori (degli altri).

4 consigli per costruire la tua reputazione su Upwork

Stairways to Heaven
La scala per il paradiso
Led Zeppelin

Non ci sono scorciatoie per un reale successo su Upwork: devi lavorare sodo per costruire la tua reputazione.

Ecco alcune lezioni imparate nel corso della mia esperienza.

1) Dai sempre qualcosa in più

Tutti (o quasi) amano i regali, anche se non hanno un grande valore. Quando stai per terminare il lavoro… offri un piccolo omaggio, un qualcosa in più da regalare: un piccolo servizio extra, una analisi ulteriore… Questo ti farà senz’altro fare un’ottima impressione agli occhi del tuo cliente.

2) Termina il lavoro il prima possibile

Ecco uno scenario piuttosto comune: inizi a lavorare per un cliente, passano un paio d’ore e improvvisamente ti chiede se già che ci sei potresti portare a termine anche questo compito, e poi quest’altro e poi quest’altro ancora….
E così finisci a lavorare molto di più di quello che era stato preventivato all’inizio.
In questo caso dovresti chiedere al cliente di chiudere il progetto iniziale, lasciare un feedback e re-ingaggiarti di nuovo.
Questo è il momento perfetto per portare a casa un po’ di feedback a 5 stelle che ti garantiranno lavori migliori la prossima volta.

3) Negozia

Se sai di aver fatto un ottimo lavoro, sentiti legittimato ad aspettarti dal tuo cliente un feedback positivo. Nessuno dei miei clienti si è mai rifiutato di darmi 5 stelle, nessuno tra quelli con cui ho lavorato ha mai pensato finora di sfruttare a proprio vantaggio il meccanismo dei feedback di Upwork.

4) Sii gentile con i tuoi clienti…

…e i tuoi clienti saranno gentile con te! 😉

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